Credits
Concetto e coreografia
Lucia Guarino
Musica
DJ Pinchado, Pulsar
Luci
Antonio Rinaldi
Produzione, organizzazione, amministrazione
Nexus Factory
Coproduzione
TeatroLiberoIncontroazione
Con il contributo di MiC, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna
sostegno alla residenza artistica Kinkaleri, Il Vivaio del Malcantone, Foligno InContemporanea, La Società dello Spettacolo
Ringraziamenti speciali
Dance Moves Cities 2014, Terni Festival, MOVIN’UP2014, Espacio Cultural Pata de Ganso (Buenos Aires), Foligno InContemporanea, Birrificio Metzger, Centro di Cultura Contemporanea Torino, Collettivo Kirillov, Errico di Tenne
Durata
20 minuti
Retiro
We must take seriously the idea that public space is a question
Rosalyn Deutsche
La riflessione sviluppa i tre elementi dello spazio: il privato, il pubblico e il momento che intercorre tra i due, il “tuffo” come estremo atto di libertà e coraggio o come accettazione del proprio fallimento. L’incanto è nella sua estetica e l’obiettivo è quello di interpretare l’immagine del ribaltamento del corpo e della cristallizzazione della spirale dinamica che avviene un attimo prima dello “schianto”. L’attimo dove la bestialità e la ragione, tra vertigine, ritualità e coraggio, si incontrano. Il modello, che si riferisce al “Cry for help”, descrive una strategia dell’individuo: attirare l’attenzione su di sé e produrre un cambiamento immediato nell’ambiente delle persone a cui è rivolta la comunicazione. Il lavoro nasce da una riflessione sul significato di spazio pubblico e spazio privato, nato all’interno della piattaforma Europea DanceMovesCities2014, e dall’urgenza di indagare l’atto estremo del suicidio come esempio tangibile di relazione tra pubblico e privato.
Da qualsiasi prospettiva si studi il suicidio, si pone l’accento sul fatto che l’individuo è vittima della società e dunque il gesto è una risposta alle forze sociali sulle quali non si ha controllo. Durkheim
Il titolo è stato ispirato al quartiere Retiro di Buenos Aires, una delle Villas Miseria della capitale argentina dove la conformazione urbana, gli odori, i colori, i suoni, le relazioni sociali creano un paesaggio dove pubblico e privato sono totalmente mescolati, dove la negoziazione e il compromesso della vita sono evidentemente alla base della sopravvivenza. Da qui la scoperta della Cumbia Villera e la decisione di utilizzare questa all’interno del progetto. La Cumbia è una musica popolare tipica del Sud America. I testi hanno a che fare con il crimine, le droghe, il disagio sociale, l’abbandono, la tragedia e i suoni portano a danze vertiginose caratterizzate dalla perdita del centro e dell’equilibrio.