UNA CREPA: NOSTALGIA DELL’ORO

Credits

Una crepa: nostalgia dell’oro
Concetto Lucia Guarino, Emma Tramontana
Coreografia Lucia Guarino
Danza Elisa D’Amico, Lucia Guarino
Contrabbasso, oggetti Matteo Bortone
Costumi Elisabetta Baroni
Drama consulting Emma Tramontana

Produzione, organizzazione, amministrazione, parte della promozione e consulenza Associazione Culturale Nexus, Novara Jazz
Co-produzione CSC Casa della Danza di Bassano del Grappa
Curatore Enrico Bettinello
Supporto alla residenza artistica CSC centro per la scena contemporanea, Caos – centro arti opificio siri, SpazioK, Teatro Libero Incontroazione, Il Vivaio del Malcantone, Spam- reti per le arti contemporanee, CCCTO centro cultura contemporanea Torino, Ex Birrificio Metzger, L’Asilo, Foligno Incontemporanea

 

Il linguaggio è una pelle : io sfrego il mio linguaggio contro l’altro. E’ come se avessi delle parole a mò di dita, o delle dita sulla punta delle mie parole. Il mio linguaggio freme  di desiderio.
R. Barthes

Una scossa avviene improvvisamente. Lo sfasamento prodotto da oscillazioni e vibrazioni di due forze opposte apre una crepa e tutto viene sconvolto. La struttura crolla, lo spazio si modifica, la frattura diventa lo scarto necessario a creare nuove relazioni in movimento. Quali forme genera il desiderio di tornare all’origine da cui ci siamo separati? Come si fa a stare vicini? Se il corpo si fa in pezzi la vera protesta è quella di provare a ricostruire, di sostare in quel luogo sacro che scopre alla fragilità del non finito e a nuove forme possibili di equilibrio .

La danza e la musica si incontrano e dialogano in un territorio vivo di risonanze e deformazioni . Il corpo sonoro, emesso dal contrabbasso in acustico, è parte del paesaggio e partecipa della struttura coreografica muovendo lo spazio attraverso pratiche di avvicinamento, slittamento, oscillazioni, ripetizioni, prolungamenti, blocchi, lievi spostamenti, variazioni di ritmo.

Il lavoro nasce da alcune domande fondamentali: Cosa produce nei corpi la rottura? Di quali affetti siamo capaci oggi? (Deleuze) Cosa ci fa divenire il dialogo con l’altro? Cosa significa comunicare? Come si fa a stare vicini?

All’interno di una relazione il dialogo si fonda sullo scarto tra l’uno e l’altro e gli equilibri vengono mantenuti fin quando si ha la necessità di ascoltarsi e restare uniti. Così, se i terremoti avvengono nelle zone di confine tra placche, la crepa si apre proprio laddove due corpi uniti non coincidono perfettamente. Il terremoto nasce perché in alcuni momenti e in alcune aree, a causa delle forze interne, delle pressioni, tensioni e attriti tra le masse rocciose, tali movimenti avvengono in maniera improvvisa e repentina, “come un ingranaggio che si sblocca”.

A partire da questa suggestione la tecnologia coreografica parte dallo studio della fisica del terremoto e sviluppa una serie di pratiche basate sul movimento oscillatorio e la risonanza. Il corpo viene scosso dal basso, il movimento risuona in esso attraverso oscillazioni, modificando il suo stato di quiete. Le strutture si deformano, si muovono seguendo i piani di oscillazione, occupano autonomamente lo spazio, avvicinandosi, allontanandosi e in alcuni momenti accordandosi.

Accanto alle due danzatrici si inserisce il contrabbasso, strumento che riporta al suono della terra, alla sua gravità. Il suono, considerato come parte integrante della struttura, muove lo spazio e si muove insieme alle ossa, alla pelle, al vuoto tra i corpi. Il duetto diventa un terzetto e la risonanza tra i tre muoverà tutto. La partitura è originale e eseguita suonata dal vivo in un dialogo costante fra traccia scritta e improvvisazione.

 

Recensione di Franco Acquaviva su Sipario.

 

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