Forrest
Credits
Idea e performance: Rafael Candela
Musica originale: Bianca Casaburi
Curatela artistica: Ariella Vidach
Materiali fotografici e video: Ginevra Piccinin, Claudio Prati, Lorenzo Basili
Sostegno: Nexus Factory
Spazi e supporto: BTT Balletto Teatro di Torino
Co-produzione Triennale Milano Teatro /Ariella Vidach AiEP
Con il contributo di: MiC, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna
Creato all’interno di “Improvvisazioni itineranti in Parco Sempione”, FOG Performing Arts Festival 2023
Progetto selezionato per l’azione BODYSCAPE nell’ambito di DANCESCAPES 2023, progetto a cura di Danza Urbana ETS
Progetto vincitore del bando New Breath 2024 -Dominio Pubblico
Supportato da IIC Istituto Italiano di Cultura di Parigi e da Outdoor Arts Italia
Durata: 25 minuti (variabile a seconda dell’itinerario)
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Forrest cammina, balla, si ferma, parla con un passante, poi si accuccia e assume la postura di un gatto, o di un cane, gioca a pallone con un bambino, beve dell’acqua da una fontana, una signora seduta su una panchina gli chiede: “Ma che succede?”.
Forrest è un progetto nato dall’esigenza di trovare maggiore prossimità e informalità tra performer, spazio e pubblico. Il progetto si articola in delle performance itineranti site-specific, in stretta relazione con lo spazio pubblico e i suoi abitanti. Più incentrato sulla pratica che sulla struttura coreografica, il lavoro si apre alla casualità degli incontri scrivendo la drammaturgia in tempo reale. È proprio questo il tentativo fondante del progetto: non creare la scena, ma portare l’attenzione su ciò che già è vivo di per sè.
Dal noto film Forrest Gump, il lavoro prende ispirazione per celebrare il corpo e il movimento continuo come massima espressione di vitalità.
Quel giorno, non so proprio perché, decisi di andare a correre un po’, perciò corsi fino alla fine della strada, e una volta lì pensai di correre fino la fine della città, e una volta lì pensai di correre attraverso la contea di Greenbow. Poi mi dissi: visto che sono arrivato fino a qui tanto vale correre attraverso il bellissimo stato dell’Alabama. E così feci. Corsi fino all’oceano e, una volta lì mi dissi: visto che sono arrivato fino a qui tanto vale girarmi e continuare a correre.
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