do-around-the-world
Credits
Idea Parini Secondo
con Sissj Bassani, Martina Piazzi
field recordings e suono elettronico Glauco Salvo
video e montaggio Pier Paolo Zimmermann
organizzazione Margherita Alpini
Produzione Parini Secondo, Nexus Factory
con il contributo di MiC, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna
con il supporto di parsec Bologna, ORA-Orobie residenze artistiche (SO), ERASMUS +, Network Anticorpi XL, MarcRope Milano
durata: 20 minuti
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Attraverso l’attività del salto della corda, Parini Secondo insieme a Glauco Salvo e Pier Paolo Zimmermann crea un’azione performativa e una prassi di archiviazione che accendono i luoghi per le loro caratteristiche acustiche intrinseche e velate.
Lo strumento del salto della corda viene utilizzato come attivatore di eventi acustici specifici di luoghi selezionati per il loro potere risonante. Dunque il video-tutorial, solitamente destinato a sottolineare l’attività del soggetto saltante, viene invece utilizzato come evento che illumini l’ambiente, il frame in cui il salto è inserito. L’attività ginnica diventa un pretesto meditativo acustico e visivo, supportata e condotta dai sottili interventi elettronici di Glauco Salvo – scorci lirici e illusori provocati per dirottare la percezione.
Il gruppo, a seguito di alcuni sopralluoghi, seleziona spazi che abbiano una risposta acustica interessante verso il salto della corda. Dopo qualche giorno di studio e di osservazione dell’ambiente urbano sonoro e luminoso, realizza un frammento di video descrittivo che va ad aggiungersi alla collezione in divenire che gli artisti e le artiste portano avanti da gennaio 2023: un archivio che narra i progressi tecnici nell’attività del salto di Parini Secondo e racconta la geografia del suo percorso di ricerca attraverso le ampie, statiche e sensibili inquadrature di Pier Paolo e i field recordings delicatamente alterati di Glauco e le prospettive stranianti di Pier Paolo.
A conclusione delle giornate di ricerca e studio, aprono al pubblico il dispositivo performativo ideato per portare dal vivo quello che accade nell’archivio sensibilizzando la percezione verso quello che gli spazi e gli ambienti già offrono.
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